Come fare pubblicità online al proprio ecommerce

La realizzazione del proprio ecommerce rappresenta solamente l’inizio del percorso

La realizzazione del proprio ecommerce rappresenta solamente l’inizio del percorso di digitalizzazione della propria impresa. Come visto in un precedente articolo (Clicca per leggerlo), l’ecommerce rappresenta un canale distributivo di cui un’azienda può avvalersi per aumentare la propria vicinanza a tutti i propri clienti o aspiranti tali.

La sola creazione del sito web non è sufficiente per ottenere e generare risultati; sono infatti molto rari gli ecommerce che hanno prodotto reddito senza investire parte dei propri utili in advertising online, nelle varie tipologie di canali che mettono a disposizione spazi pubblicitari.

Canali Social o Motori di Ricerca

In ambito di web marketing, quando si cerca di analizzare il comportamento degli utenti durante la navigazione online, si distingue in genere fra due macro categorie di siti web:

canali social (Facebook, Instagram, Tik Tok, etc…)
motori di ricerca (Google, Bing, Yahoo, etc….)

Un approccio completo prevede l’utilizzo di entrambe queste tipologie di siti web e app; è infatti sotto gli occhi di tutti che la maggior parte delle persone che navigano online oggi utilizzano smartphone e che passino buona parte del tempo a navigare a sfogliare vari social feed*.

Dovremmo scegliere il gruppo possibilmente più piccolo di persone, accomunate da interessi e comportamenti, così che il messaggio si diffonda il più velocemente possibile

Come fare pubblicità tramite Google e Youtube

Google è il motore di ricerca più utilizzato in Italia; fonti autorevoli dicono che di 11 ricerche, 9 vengano fatte li. Youtube è invece la piattaforma storica di streaming e condivisione video che ha permesso a milioni di persone di condividere la propria conoscenza e nel caso delle aziende le proprie proposte di valore.

In base al prodotto che devi vendere ed al posizionamento* della tua azienda, tramite Google ADS*, è possibile pubblicizzare le tue offerte tramite annunci che i tuoi potenziali utenti vedranno online in altri siti o app (come ad esempio Youtube) o direttamente nel motore di ricerca.

Come fare pubblicità tramite Facebook ed Instagram

Oltre ai motori di ricerca anche le piattaforme social come Facebook, Instagram, Pinterest, titk tok e sostanzialmente tutte le altre, permettono di sponsorizzare i propri contenuti. Questo farà si che il tuo post diventi visibili per un maggior numero di persone.

Ovviamente il post sponsorizzato deve avere delle caratteristiche ben precise. Quando paghiamo per ottenere maggiore visibilità forziamo in qualche modo l’attenzione delle persone; il post che faremo vedere deve quindi risultare interessante.

Significa quindi che deve attirare l’attenzione delle persone che lo guarderanno, vuoi perché richiama un concetto particolare, perché particolarmente simpatico o significativo. Dobbiamo fare in modo che l’utente che sta utilizzando Facebook o Instagram interrompa la sua navigazione e si concentri su quello che gli stiamo proponendo.

Per fare questo tipo di attività esiste uno strumento che si chiama Business Manager*, che permette la gestione degli annunci pubblicitari e mette a disposizione delle tabelle con i tassi di rendimento degli annunci.

Scegli con cura la tua Audience*

Internet ha permesso a praticamente tutte le aziende di fare pubblicità online e di ottenere visibilità. Che la tua sia una media, piccola o micro impresa, puoi pubblicare i tuoi contenuti ed i tuoi annunci pubblicitari anche con budget che ad una prima analisi potresti ritenere insufficienti.

Nel mondo delle PMI infatti, ci sono tante aziende che investono anche solo 100 / 150 euro al mese nelle piattaforme pubblicitarie sopra indicate, ricevendo anche 4 o 5 richieste di contatto giornaliere.

Quale che sia il budget che sei disposto ad investire in pubblicità online, quello che quasi sempre vero è di fare attenzione a non dare troppa visibilità al tuo messaggio. Quest’affermazione potrebbe sembrare un ossimoro ma in realtà il compito di un bravo pubblicitario è anche quello di mettere in contatto domanda ed offerta, per farlo quindi dobbiamo calibrare il messaggio su le persone realmente interessate.

Seth Godin, un’autorità nel campo del marketing mondiale, parla di smallest viable market*, per indicare che dovremmo scegliere il gruppo possibilmente più piccolo di persone, accomunate da interessi e comportamenti, così che il messaggio si diffonda il più velocemente possibile.

Per Approfondire

Un Feed è un insieme di contenuti e di informazioni che generalmente si ripetono in blocchi simili. In ambito Social è l'insieme dei contenuti che si vedono nelle varie applicazioni come Facebook, Twitter o Instagram. Si scorrono verticalmente per rendere l'esperienza utente semplice ed intuitiva (la quasi totalità delle sessioni in social network avviene da dispositivi mobile)

In ambito marketing il posizionamento è la posizione e l'idea che un azienda occupa nella mente del potenziale cliente. Si ottiene con diverse tipologie di attività di marketing che hanno la caratteristica comune di dover distinguere il brand dal resto dei competitors

Google ADS è un software di proprietà di Google, che permette l'inserimento di comunicazioni pubblicitarie in diverse tipologie di spazi Web (siti internet, motori di ricerca, app, Youtube ed altri ancora).

Business Manager è uno strumento di Facebook per organizzare e gestire messaggio pubblicitari attraverso le piattaforme social Facebook e Instagram, per conto proprio o di terzi

IFRS significa "International Financial Reporting Standards" ed indica la revisione degli standard internazionali riguardanti la redazione del bilancio. Viene approvata tramite regolamento all'interno della Comunità Europea

Smallest Viable Market può essere tradotto con "Pubblico Minimo Sostenibile" e si riferisce al cercare di servire il minor numero di persone che la tua azienda può sostenere. La sua applicazione è caratterizzata da una predilezione qualitativa nella scelta dei clienti, al fine di identificare e condividere valori, bisogni e necessità, facendoli includere in un "gruppo che include tutti loro, ed esclude tutti gli altri".

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